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Archive for febbraio 2013

patate_medie_ingrandite

Al link troverete la descrizione di Testo, il nuovo apparecchio usato in Italia da Mc Donalds per stabilire il momento in cui l’olio fritto dev’essere cambiato.

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      Da http://life.wired.it/:

Martedì Grasso, ma non troppo…

 C’è fritto e fritto. Ecco come riconoscere ed evitare le insidie nascoste dietro chiacchiere, frittelle, struffoli, tortelli dolci, pancake, e prepararsi pranzetti buoni e salutari

08 febbraio 2013 di Michela Dell’Amico
Come sopravvivere al Carnevale? Nonostante i dolci fritti di ogni forma e colore, veri protagonisti in questi giorni, superare la festa senza alterare il colesterolo è possibile. Prima di tutto, mettiamoci il cuore in pace, le chiacchiere cotte al forno in commercio non esistono. Tutte le chiacchiere sono fritte, ma poi passate al forno per biscottarle. Chiaramente troverete la scritta “ passate al forno” in caratteri cubitali, quella “ fritte” in caratteri minuscoli. Verificate il tipo di grassi utilizzati per la frittura. Spesso si tratta di oli vegetali e di margarine ricavati da grassi sconosciuti, quasi mai specificati proprio perché in genere si tratta di olio di palma e altri oli tropicali, notoriamente sconsigliabili. Le chiacchiere cotte in olio di oliva sono buonissime e più sane, ma difficili da trovare. Ecco perché, in pratica, l’unica speranza per mangiare il delizioso dessert del Martedì Grasso senza farci troppo male è cucinarlo noi stessi: per non perderci in fragranza, tirate la pasta più sottile e infornate senza friggere. Allontaneremo il rischio colesterolo e futuri danni al sistema cardiocircolatorio. A proposito, evitate di prendere spunto dalle ricette viste in tv: sono bombe caloriche affatto salutari. 

In generale, ciò che è bene evitare nei prodotti confezionati sono prima di tutto i grassi idrogenati, lo strutto e, appunto, i “ generici” oli vegetali. Il problema di burro, lardo e strutto è che hanno un alto contenuto di colesterolo “ cattivo”, capace di mettere sotto stress sistema circolatorio e fegato.

L’olio d’oliva invece svolge un’azione deterrente nei confronti dell’arteriosclerosi, in quanto favorisce una maggiore fluidità del sangue grazie all’elevato contenuto di acido oleico. La presenza di vitamina E garantisce anche un potere antiossidante e antitumorale. Non solo, l’olio d’oliva svolge una funzione protettiva della mucosa dello stomaco allontanando il rischio di gastriti e ulcere. Essendo l’unico grasso a rimanere inalterato alle alte temperature (ovvero non brucia) è l’unico adatto alla frittura.

Per una ricetta salutare e gustosa provate a sostituire il burro dell’impasto di chiacchiere, struffoli e frittelle con l’olio extra-vergine d’oliva. Per un tocco vegan, si può sostituire la ricotta delle frittelle, o fritole, con il tofu, magari mescolato a latte di mandorle. Per i tortelli dolci, che sono già ripieni di dolcissima marmellata, possiamo drasticamente ridurre la quantità di zucchero nell’impasto, senza notare la differenza. Tipici del Carnevale negli Stati Uniti, i pancake sono un altro dolce delizioso anche per il cuore, soprattutto se consideriamo che bastano due cucchiaini di olio d’oliva nell’impasto, e un po’ di zucchero. Usando farina integrale di farro non solo allontaniamo il rischio allergie e intolleranze dato da un uso esclusivo della farina di grano, ma abbasseremo l’indice glicemico delle nostre specialità (perché è farina integrale), guadagnandoci in gusto: in altre parole le calorie del nostro pancake saranno assorbite dall’organismo in modo più graduale, senza scatenare picchi insulinici e di conseguenza allontanando la sensazione di fame. Nell’impasto ci va anche una mela – meglio se biologica – ed è possibile usare un cucchiaino di bicarbonato al posto del lievito. Per condirli, ottimo il tradizionale sciroppo d’acero (anch’esso con un indice glicemico più basso dello zucchero) oppure zucchero di canna e limone.

Primi piatti
Primi e secondi piatti tipici del periodo prevedono carne di maiale in quantità. Ma non tutti: la frittata di bucatini, a base di ricotta, parmigiano e uova, è un piatto ricco ma relativamente leggero, tipico dell’Irpinia. Mettiamo da parte l’idea di ravioli, lasagne e tutto ciò che mescola carne, latticini e carboidrati (tanto poi nessuno rispetta più la Quaresima) e pensiamo piuttosto a soluzioni come il cake salato con olive nere e nocciole, e cimentiamoci in uno dei piatti più tipici – quello dei fagioli grassi ad esempio, tradizionale di Ivrea – ma in versione light. Senza eliminare le parti grasse del maiale, che danno  sapore al piatto, possiamo drasticamente ridurne la quantità, magari accontentandoci di una piccola salsiccia. Altro piatto tipico è la Fucazza de Carnuale salentina: la ricetta originale prevede un ripieno di carne, pecorino, mozzarella e pomodori ma è deliziosa e più facile da preparare anche limitandoci a pomodori e mozzarella. In fondo, salute a parte, l’estate non è lontana ed è dimostrato che – nonostante le apparenze – il cibo spazzatura rende depressi.

(Credit: Corbis)

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