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Archive for the ‘Farmaci e integratori’ Category

Da Affreschi Digitali (leggetene l’articolo) un’infografica pubblicitaria, che tuttavia, a parte il farmaco “miracoloso”, dà dei buoni consigli per raggiungere il peso forma:

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Più volte abbiamo detto che l’uso degli integratori é giustificato solo nei casi in cui l’alimentazione sia monotona o comunque carente. In genere, prima di assumere una qualsiasi sostanza sarebbe bene chiedere il consiglio del medico che, anche per i prodotti da banco, può dare le giuste indicazioni, le dosi, gli eventuali divieti.

Come si legge nell’articolo, il prof. Silvio Garattini ribadisce che una dieta varia, ricca ed equilibrata come quella che possono permettersi quasi tutte le popolazioni occidentali, non dovrebbe richiedere alcuna integrazione. Noi aggiungiamo che spesso i benefici derivanti da un alimento non sono gli stessi che si ottengono assumendo alcune delle sostanze che, in quello stesso alimento, si sono rivelate come principi attivi capaci di dare effetti benefici. Questo perché la natura é più complessa di quanto non immaginiamo; sicché talvolta l’effetto terapeutico e preventivo viene dato, più che da una sola sostanza, dalla interazione tra questa ed altre che, presenti nello stesso alimento, magari non sono state ancora identificate.

Ne sono un esempio gli oli di pesce ed i singoli acidi grassi contenuti. Si é visto, infatti, che l’effetto benefico anticolesterolo cattivo (HDL-colesterolo) é maggiore laddove si consumi direttamente una buona quantità di pesce (magari azzurro), che non laddove si adottino integratori analoghi sotto forma di perle o capsule. Da non trascurare, poi, l’effetto collaterale rappresentato dal “profumo” di pesce, che queste preparazioni conferiscono alla epidermide di chi le assume (sic!).

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foto da www.mondodelgusto.it

Spesso vado ripetendo che i pigmenti di frutta e verdura svolgono un’azione antiossidante che permette di scongiurare l’invecchiamento cellulare e, in ultima analisi, il cancro. Intanto i ricercatori studiano sempre con maggior impegno le sostanze presenti nei vari alimenti, magari lasciandosi guidare dai risultati di indagini epidemiologiche capaci i rivelare la bontà (o la nocuità) di alcuni cibi.

Particolarmente interessante si é rivelata, negli ultimi tempi, la scoperta che “produttori e lavoratori impiegati in piantagioni di un tipo di ciliegia asprigna, coltivata nel Michigan, con un’alimentazione ricca di ciliegie e di prodotti derivati, sono soggetti ad attacchi di cuore e a malattie cardiovascolari con un’incidenza molto bassa rispetto alla media statunitense”. Le ricerche successive, sempre condotte dal Prof. Nair della Michigan University, hanno portato ad identificare negli antociani e nei composti da essi derivati tutti i vantaggi evidenziati nelle popolazioni prese in esame.

Ancora una volta, quindi, la natura si rivela madre, fornendo nelle giuste quantità sostanze protettive per la nostra salute.

In tutto questo, la cosa più interessante é che il prof. Nair, intende brevettare un farmaco ottenuto da ciò che resta dalla ciliegia una volta eliminati gli acidi e lo zucchero: si tratterebbe di una formulazione idonea a sostituire l’aspirina nella prevenzione dell’infarto, notizia di una certa rilevanza, se si pensa che le morti per infarto e le malattie cardiovascolari in genere costituiscono oggi una grossa fetta rispettivamente dei decessi e delle patologie rilevate nel nostro pianeta.

da http://www.facebook.com/topic.php?uid=118799831492254&topic=307

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(Clicca sull’immagine per accedere all’articolo)

Prendendo spunto dalla richiesta odierna di Davide, vi riporto il link ad un articolo che parla dell’acido lipoico, componente naturale dell’organismo, che può essere assunto, in alcuni casi, per ridurre il dolore provocato da eventi traumatici.

Quali sono i suoi effetti collaterali?

E le sue funzioni principali?

Gli studi sin qui effettuati dimostrano che ad una maggiore assunzione corrisponde un miglioramento della sintomatologia?

La molecola può interferire con l’azione di altri farmaci?

Rispondete alle domande di cui sopra.

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Perché un farmaco faccia veramente effetto, bisogna che alteri, in un certo senso, le condizioni dell’organismo, riuscendo a ristabilire l’equilibrio che col fenomeno patologico si era modificato. Una sostanza estranea all’organismo provoca dunque in quest’ultimo modificazioni positive e negative. Le positive sono l’eliminazione di sintomi indesiderati, quelle negative variano a seconda dei casi e sono più o meno fastidiose, più o meno gravi.

E’ allora il caso di bandire i farmaci dalle nostre abitudini di vita? Assolutamente no, ma non bisogna autoprescriversi sostanze estranee senza chiedere il parere del medico, il quale valuterà, di volta in volta, se e quale formulazione prescrivere, indicandone la giusta posologia ed il tempo complessivo di trattamento.

Bisogna considerare infatti che l’assunzione di ogni sostanza comporta un rischio per l’organismo, cui fa da contraltare un eventuale beneficio. Solo un esperto, a questo punto, saprà valutare se il gioco valga la candela, ossia se il beneficio sulle manifestazioni patologiche ne giustifichi il rischio di andare incontro ad effetti collaterali più o meno gravi.

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